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Cibo e Bevande

Il caffè italiano: come il caffè è diventato parte della vita quotidiana

Che cosa si beve, come funziona il bar e perché una tazzina conta tanto: dall'espresso al banco alla moka di casa, dal bicerin torinese al lessico di Trieste.

A cura della redazione di Life in Italia

Redazione

Pubblicato il
Aggiornato il
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17 min di lettura
Un uomo con occhiali e barba, in giacca di pelle color cuoio, beve un espresso al tavolino all'aperto di un bar di Roma

Che cosa intendiamo per caffè italiano?

In breve

Più che una bevanda, il caffè italiano è un modo di prenderlo. Al centro c'è il bar, dove quasi sempre si beve un espresso, spesso in piedi al banco e in un paio di minuti. Intorno ruotano le bevande con il latte della colazione, la moka sul fornello di casa e una serie di abitudini locali che cambiano da Napoli a Trieste. Al banco "un caffè" è un espresso: tutto il resto va chiamato per nome.

Quello che lo rende un fatto culturale, e non solo gastronomico, è la ripetizione. Il caffè apre la giornata di lavoro, chiude il pranzo, accompagna una pausa con un collega o un saluto al vicino di casa. Costa poco, dura poco e per molti si ripete più volte al giorno: per questo una tazzina può portare con sé tanti significati.

Qui parliamo di bevande, bar, storia e tradizioni locali. Per il quadro generale c'è Tradizioni della cucina italiana; per ciò che si accompagna al caffè, Dolci tradizionali italiani.

Il caffè italiano in breve

"Un caffè"
Al bar, quasi sempre un espresso
Dove
Il bar: al banco o al tavolo
Con il latte
Soprattutto a colazione, per abitudine e non per regola
A casa
Spesso la moka, sempre più spesso le capsule
Parole locali
Trieste, Napoli e Torino hanno bevande e termini propri
Novità
Caffetterie specialty accanto ai bar di sempre

Il bar all'italiana

Il bar italiano non è soprattutto un locale per alcolici. Apre presto per colazione, serve brioche e tramezzini durante il giorno e l'aperitivo la sera; molti vendono anche biglietti dell'autobus o giocate del lotto. Il bar di quartiere è un pezzo della vita quotidiana, e i clienti abituali vengono spesso chiamati per nome.

Un barista in camicia azzurra al lavoro dietro il bancone in legno di un bar di paese, con bottiglie sugli scaffali e un pannello trasparente sul banco

Al banco

Il banco è il posto del caffè per eccellenza: si ordina, il barista lo prepara davanti a noi, si beve e si va. Nessuno si aspetta che ci si trattenga, e finirlo in tre sorsi è normalissimo.

Al tavolo

Molti bar hanno tavolini dentro o fuori. Sedersi di solito vuol dire servizio al tavolo, e spesso un prezzo più alto rispetto al banco, a volte molto più alto nelle piazze celebri. I prezzi devono essere esposti nel locale: nel dubbio conviene controllare il listino prima di sedersi. In molti bar di paese sedersi non costa nulla in più.

Pagare prima o dopo

Dipende dal bar. Nei locali affollati delle città spesso si paga prima alla cassa e si porta lo scontrino al banco; in quelli più tranquilli si ordina e si paga uscendo. Se non è chiaro, basta guardare chi ci precede o chiedere al barista.

Come si chiamano: le bevande del bar

I nomi sono semplici, ma non sempre corrispondono a quelli usati all'estero, e cambiano da regione a regione e perfino da bar a bar. Questa è una guida orientativa, non un regolamento.

Nomi e modi di servire cambiano da regione a regione e da bar a bar.
OrdinazioneChe cosa arrivaQuandoNote
Caffè / espressoTazzina di caffè corto e intensoA ogni oraIl "caffè" per antonomasia
Caffè doppioDoppia dose di espressoA ogni oraMeno comune che all'estero
Caffè ristrettoEspresso più corto e concentratoA ogni oraDetto anche "corto"
Caffè lungoEspresso con più acquaA ogni oraResta una tazzina, non è un caffè filtro
Caffè macchiatoEspresso con un po' di latte o schiumaA ogni oraSpesso il barista chiede: caldo o freddo?
CappuccinoEspresso con latte montato e schiuma, in tazza grandeSoprattutto al mattinoCon il cornetto, di solito
CaffellatteLatte caldo con caffè, in bicchiere o tazzaAl mattinoAll'estero lo chiamano "latte"
Latte macchiatoLatte caldo con un goccio di espresso, in bicchiere altoAl mattinoPiù latte che caffè
MarocchinoEspresso, cacao e schiuma di latte in bicchierinoA ogni oraRicetta variabile; legato al Piemonte
Caffè americanoEspresso allungato con acqua caldaA ogni oraIl più vicino a un caffè lungo all'americana
Decaffeinato / decaEspresso decaffeinatoSpesso dopo i pastiSi trova ovunque
Caffè shakeratoEspresso agitato con ghiaccio e zuccheroD'estateServito in coppa
Caffè correttoEspresso con un goccio di liquoreDopo i pastiGrappa, sambuca o altro
Caffè d'orzoBevanda di orzo tostato, senza caffeinaA ogni oraAlternativa di lunga tradizione

L'espresso

Perché "un caffè" è un espresso

Al bar il caffè è l'espresso: acqua calda spinta a pressione attraverso caffè macinato fine, per ottenere una piccola dose concentrata. Tutto il resto si costruisce a partire da lì. Per questo chi chiede "un caffè" riceve una tazzina, e la tazza grande di caffè filtro è un'idea estranea al bar tradizionale.

Come si fa

L'Istituto Nazionale Espresso Italiano (INEI), ente che certifica l'espresso, fissa come riferimento circa 7 grammi di caffè macinato per circa 25 millilitri in tazza, con uno strato di crema in superficie. Nella pratica le cose variano con la miscela, la macchina e la mano del barista. La crema è ciò che ci si aspetta di vedere, ma da sola non basta a dire che un caffè sia buono.

Perché si beve in fretta

L'espresso è poco, è caldo e dà il meglio nel primo minuto. Aggiungete il banco — niente sedia, niente servizio, qualcuno in fila dietro — e diventa una bevanda di pochi sorsi. C'è chi lo zucchera e chi no; a Napoli, in particolare, spesso arriva con un bicchiere d'acqua.

Un caffè con un velo di schiuma in una tazzina blu decorata, su piattino bianco con cucchiaino, sul tavolo in legno di un bar di Roma

Cappuccino e colazione

Il cappuccino è la bevanda della colazione per eccellenza, di solito con un cornetto vuoto o farcito di marmellata, crema o cioccolato. Al Nord lo stesso dolce si chiama spesso brioche, mentre in Sicilia la brioche è quella tonda, col tuppo, che si mangia con la granita.

Perché proprio al mattino? Per molti il cappuccino è già un piccolo pasto, e tanto latte dopo pranzo o dopo cena semplicemente non va. È un'abitudine, non una legge: tanti lo bevono anche il pomeriggio, e nessun bar si rifiuterà di farlo.

Un cappuccino spolverato di cacao in una tazza color crema, con una brioche zuccherata su un piattino alle spalle

Il caffè nell'arco della giornata

Non c'è un orario fisso, ma una giornata tipo, in molte città, va più o meno così:

Colazione

Cappuccino, caffellatte o espresso con cornetto al bar prima del lavoro, oppure caffè e biscotti o fette biscottate a casa. La colazione italiana è di solito leggera e dolce.

Metà mattina e dopo pranzo

Un caffè a metà mattina è una pausa diffusa. Dopo pranzo l'espresso, o il decaffeinato, chiude il pasto, al ristorante o al bar sulla via del ritorno.

Pomeriggio

La pausa con i colleghi o una sosta tra una commissione e l'altra. D'estate lo shakerato o un caffè freddo; al Sud, magari una granita al caffè.

Dopo cena

L'espresso a fine cena è comune, a volte accompagnato — o "corretto" — da un amaro o una grappa. Chi teme di non dormire sceglie il deca, o rinuncia.

Caffè e cibo

Il caffè non accompagna il pasto: arriva dopo. A colazione va con qualcosa di piccolo e dolce — cornetto, fetta di torta, biscotti da inzuppare — e ogni regione ha i suoi: la sfogliatella a Napoli, la brioche in Sicilia, la crostata un po' ovunque. Il caffè entra anche nei dolci, dal tiramisù all'affogato, il gelato "annegato" nell'espresso.

Chi arriva da Paesi con colazioni salate e abbondanti trova quella italiana frugale. Ma il protagonista è il caffè, e il pasto vero è il pranzo. Sui dolci, vedi Dolci tradizionali italiani.

La moka: il caffè di casa

In moltissime cucine italiane la moka è sul fornello o a portata di mano. È composta da tre parti: la caldaia per l'acqua, il filtro a imbuto per il caffè e il raccoglitore in alto. Scaldandosi, la pressione del vapore spinge l'acqua attraverso il caffè fino alla parte superiore.

Secondo Bialetti, l'azienda che l'ha resa celebre, Alfonso Bialetti realizzò la Moka Express ottagonale in alluminio nel 1933; è al figlio Renato che l'azienda attribuisce il successo in tutto il mondo. È ancora prodotta in una forma molto simile all'originale, e la sua sagoma è riconoscibile ovunque.

Perché la moka non è un espresso

La moka lavora a una pressione molto più bassa di una macchina da bar: il caffè è forte e profumato, ma diverso, di solito senza crema densa e con un corpo e un gusto propri. In casa lo si chiama semplicemente caffè, ed è il caffè quotidiano di tante famiglie; parlare di espresso però non è corretto. Oggi in molte cucine la moka convive con le macchine a capsule e cialde, o è stata sostituita da queste.

Una piccola moka Bialetti rossa sul fornello a gas di una cucina di casa a Roma, con la fiamma blu accesa

Napoli

Poche città sono legate al caffè quanto Napoli. Si beve corto e intenso al banco, spesso zuccherato, e di frequente con un bicchiere d'acqua. Tra i caffè storici c'è il Gran Caffè Gambrinus, aperto nel 1860 accanto a Palazzo Reale e piazza del Plebiscito e iscritto nel Registro delle imprese storiche di Unioncamere.

In casa, prima che la moka si diffondesse, molte famiglie usavano la napoletana, o cuccumella, la caffettiera da capovolgere. Il caffè attraversa anche il teatro: una delle scene più note di Eduardo De Filippo, in Questi fantasmi! (1946), è il monologo sul caffè preparato sul balcone.

Il caffè sospeso

Il caffè sospeso consiste nel pagare due caffè, berne uno e lasciare l'altro pagato per chi ne avesse bisogno. Il vocabolario Treccani lo definisce un'usanza di origine partenopea. Quanto fosse diffuso in passato è difficile da documentare, e oggi la pratica varia da bar a bar; dagli anni Dieci del Duemila l'idea è stata ripresa anche in altre città e all'estero.

Per il resto della città, vedi Napoli per la prima volta.

Due bicchieri di caffè freddo su piattini accanto a una sfogliatella riccia sul tavolino di un bar
Foto in bianco e nero di persone ai tavolini di un bar lungo una stradina del centro di Napoli, con luci appese

Torino e il bicerin

Torino ha una delle tradizioni più forti di caffè storici eleganti, molti sotto i portici del centro, e un legame antico con il cioccolato. Turismo Torino ricorda il Caffè Fiorio, aperto nel 1780, come luogo d'incontro di politici del Risorgimento, tra cui Cavour.

La bevanda simbolo è il bicerin: caffè, cioccolato e crema di latte a strati in un bicchierino, da bere senza mescolare. È legato soprattutto al Caffè Al Bicerin di piazza della Consolata, che fa risalire la propria storia al 1763 e ne ha fatto la sua specialità. Il nome viene dal piemontese e significa "bicchierino". Vedi anche Torino per la prima volta.

Una vetrinetta in legno con cornetti e paste su alzatine di vetro all'interno del Caffè Al Bicerin di Torino

Venezia e le prime botteghe del caffè

I commerci con il Mediterraneo orientale fecero di Venezia una delle prime porte d'ingresso del caffè in Europa. Il medico e botanico Prospero Alpini, rientrato da un viaggio in Egitto, descrisse la pianta nel De plantis Aegypti (1592): secondo l'Università di Padova, una delle prime descrizioni scientifiche europee. Nel secolo successivo le botteghe del caffè si moltiplicarono in città, diventando luoghi di conversazione, affari e notizie.

La più celebre è il Caffè Florian, sotto le Procuratie Nuove in piazza San Marco. Aprì il 29 dicembre 1720 con il nome "Alla Venezia Trionfante" e presto prese quello del fondatore, Floriano Francesconi; oggi si presenta come il più antico caffè d'Italia. Sedersi ai suoi tavoli, con l'orchestra in piazza, è un'esperienza che ha il suo prezzo. Per la Venezia meno affollata, vedi Venezia per la prima volta.

File di tavolini e sedie vuoti sulla Piazzetta San Marco all'alba, accanto a Palazzo Ducale e alle due colonne

Trieste, dove il caffè ha un'altra lingua

Porto franco dal 1719 per volontà degli Asburgo, Trieste è diventata uno dei grandi porti del caffè e conserva una forte tradizione di torrefazione e commercio. Ha anche un lessico tutto suo, che confonde i visitatori italiani quanto gli stranieri. Secondo i siti turistici della città e della regione:

  • Nero — l'espresso.
  • Capo — quello che altrove è il caffè macchiato.
  • Goccia / gocciato — espresso con una goccia di schiuma di latte.
  • Capo in b — il capo servito in bicchierino (in bicchiere).

Chi chiede un "cappuccino" a Trieste può ricevere qualcosa di più piccolo del previsto. Tra i caffè storici elencati dal Comune ci sono il Tommaseo (1825), il Caffè degli Specchi (1839) in piazza Unità e il Caffè San Marco (1914).

Roma

Anche a Roma il caffè è soprattutto al banco, in bar affollati a ogni angolo. Il caffè storico più famoso, l'Antico Caffè Greco di via dei Condotti, aprì nel 1760 secondo l'ufficio del turismo di Roma Capitale e per oltre due secoli fu frequentato da scrittori e artisti. Ha chiuso nell'ottobre 2025 al termine di una lunga causa sul contratto d'affitto: verificate lo stato attuale prima di andarci. Per il resto della città, vedi Roma in tre giorni.

Sicilia

In Sicilia il caffè incontra l'estate. La granita al caffè, spesso con panna e brioche, è un classico soprattutto della Sicilia orientale, e il latte di mandorla è una bevanda fresca tradizionale. Il caffè al bar segue per il resto le abitudini di tutta Italia. Il resto è in Tradizioni della cucina siciliana e in Palermo per la prima volta.

Le tradizioni locali a confronto

Date fornite dai locali, dagli uffici turistici o dai registri ufficiali.
LuogoTradizioneBevanda o usanza tipicaContesto
NapoliEspresso corto e intenso al bancoCaffè sospeso; bicchiere d'acquaGran Caffè Gambrinus, 1860; la napoletana
TorinoCaffè storici sotto i porticiBicerinAl Bicerin (dal 1763, secondo il locale), Fiorio (1780)
VeneziaPrime botteghe del caffèI tavolini di piazza San MarcoCaffè Florian, 1720
TriestePorto del caffè con un lessico proprioNero, capo, capo in bPorto franco dal 1719; caffè storici dal 1825
RomaBar affollati, caffè al banco—Antico Caffè Greco, 1760 (chiuso nel 2025)
SiciliaIl caffè d'estateGranita al caffè con briocheSoprattutto nella parte orientale
PiemonteCaffè e cioccolatoMarocchino (spesso legato ad Alessandria)La ricetta cambia da città a città

Breve storia del caffè in Italia

PeriodoChe cosa succedePerché conta
Fine CinquecentoProspero Alpini descrive la pianta del caffè dopo un viaggio in EgittoPrime conoscenze scientifiche europee sul caffè
Sei-SettecentoLe botteghe del caffè si diffondono a Venezia e in altre cittàIl caffè diventa luogo di conversazione e di notizie
1720-1780Aprono Florian (Venezia, 1720), Antico Caffè Greco (Roma, 1760), Fiorio (Torino, 1780)Molti caffè storici risalgono a quest'epoca
1884Angelo Moriondo brevetta un apparecchio a vapore e lo presenta a TorinoUn primo passo verso le macchine da bar
1901-1906Brevetto di Luigi Bezzera; La Pavoni produce dal 1903 e espone a Milano nel 1906Il caffè fatto al momento, tazza per tazza
1933La Moka Express di BialettiIl caffè forte arriva in casa
1938-1948I brevetti di Achille Gaggia e le prime macchine a levaL'espresso ad alta pressione, con la crema
DopoguerraI bar con la macchina espresso si diffondono in tutta ItaliaIl caffè al banco diventa abitudine quotidiana
Dal DuemilaCapsule in casa; caffetterie specialty nelle cittàPiù scelta accanto al bar tradizionale

Le macchine per l'espresso: una storia a più mani

La macchina per l'espresso non nasce in un solo momento. Nel 1884 il torinese Angelo Moriondo brevettò un apparecchio a vapore per preparare rapidamente il caffè e lo presentò all'Esposizione Generale Italiana di Torino. Secondo il MUMAC, il museo della macchina per caffè di Binasco, produceva caffè in quantità e non tazza per tazza, e Moriondo non lo portò mai alla produzione industriale.

Il milanese Luigi Bezzera depositò nel 1901 un brevetto per una macchina con il gruppo erogatore, che prepara la singola dose al momento. Desiderio Pavoni ne rilevò i diritti e avviò la produzione nel 1903; macchine di questo tipo furono esposte all'Esposizione Internazionale di Milano del 1906. Erano macchine a vapore: un caffè più rapido e forte, ma non ancora l'espresso di oggi.

Quello arrivò più tardi. Achille Gaggia depositò nel 1938 un brevetto per un sistema che usava la pressione dell'acqua invece del vapore, e nel 1947 un altro per un pistone azionato da una leva, capace di spingere l'acqua nel caffè a pressione molto più alta. Secondo l'azienda, il risultato fu l'espresso con la sua crema naturale; le prime macchine furono costruite con Faema nel 1948. Molti altri tecnici e aziende hanno poi perfezionato il progetto: l'espresso è una storia di miglioramenti successivi, non di un unico eroe.

Una macchina per espresso cromata a due gruppi, con leve e manometri, sul bancone di una trattoria romana

Bar tradizionale e caffè specialty

La gran parte del caffè italiano si beve ancora nei bar tradizionali, spesso con miscele che uniscono arabica e robusta e tostature piuttosto scure. Nell'ultimo decennio circa sono nate caffetterie specialty in città come Milano, Torino, Roma e Firenze, con caffè monorigine, tostature più chiare e metodi alternativi come filtro, V60 e cold brew.

Non è una sfida tra vecchio e nuovo. Molte caffetterie specialty servono espresso e cappuccino al banco, e diversi torrefattori e bar tradizionali hanno alzato l'asticella. I più giovani passano con naturalezza dagli uni agli altri. Più che il rito del caffè al banco, lo specialty ha cambiato la conversazione: da dove viene il caffè, come è tostato, quanto dovrebbe costare.

Ordinare al bar: le frasi utili

Poche parole bastano: un buongiorno entrando, l'ordinazione, un grazie uscendo. Queste formule servono soprattutto a chi accompagna amici stranieri o viaggia con chi non parla italiano.

I termini locali possono cambiare, soprattutto a Trieste.
Se volete…Dite…Che cosa arriva, di solito
Un espresso"Un caffè, per favore."Un espresso
Due espressi"Due caffè, per favore."Due espressi
Un cappuccino"Un cappuccino, per favore."Un cappuccino in tazza
Un espresso con poco latte"Un caffè macchiato."Espresso con un po' di latte o schiuma
Un caffè con molto latte"Un caffellatte."Latte caldo con caffè, in bicchiere o tazza
Un decaffeinato"Un decaffeinato" o "un deca."Un espresso decaffeinato
Un caffè lungo all'americana"Un caffè americano."Espresso allungato con acqua calda
Latte vegetale"Con latte di soia / d'avena?"Molti bar ce l'hanno, non tutti

Gli equivoci più comuni

  • Aspettarsi una tazza grande di caffè filtro. "Caffè" è l'espresso; per qualcosa di più lungo c'è l'americano.
  • Chiedere un "latte". Arriva un bicchiere di latte: bisogna dire caffellatte.
  • Confondere caffellatte e latte macchiato. Entrambi sono con molto latte; il latte macchiato ha solo un goccio di caffè.
  • Credere che il cappuccino dopo pranzo sia vietato. È un'abitudine, non una regola.
  • Pensare che ogni bar abbia gli stessi prezzi. Banco, tavolo e piazze famose possono costare molto diversamente.
  • Dare per scontato che banco e tavolo funzionino ovunque allo stesso modo. Alcuni bar fanno pagare il servizio al tavolo, altri no.
  • Credere che le parole valgano ovunque. Trieste ha un lessico tutto suo.
  • Aspettarsi il bicchiere da asporto dappertutto. È più diffuso di un tempo, ma molti bar tradizionali servono solo in tazzina.

Il galateo del caffè

  • Salutare e ordinare con chiarezza — buongiorno, poi la bevanda.
  • Seguire il sistema del locale — se tutti pagano prima alla cassa, fate lo stesso.
  • Al banco, essere rapidi — bere e lasciare spazio a chi aspetta.
  • Al tavolo, prendersela comoda — pagato il servizio, nessuno vi mette fretta.
  • Non portare al tavolo un caffè pagato al banco, a meno che il bar non lo consenta.
  • La mancia non è dovuta — lasciare una moneta o arrotondare è una scelta personale.
  • Il coperto è una cosa da ristorante — al bar di solito non c'è, anche se il servizio al tavolo può costare di più.

Il caffè nella vita sociale

"Prendiamo un caffè?" è uno degli inviti più comuni in italiano. Può voler dire una pausa vera, un modo per continuare una conversazione, un breve incontro di lavoro o semplicemente un gesto di cortesia. Offrire il caffè è una piccola gentilezza, e spesso ci si alterna.

In ufficio la pausa caffè è il momento per parlare lontano dalla scrivania; nel quartiere, il bar è dove ci si incontra, si sfoglia il giornale e si raccolgono notizie. Il caffè dura un minuto: conta il rito che ci sta intorno. La sera gli stessi bar passano all'aperitivo, e in molte città il caffè fa parte della passeggiata serale.

Un uomo con occhiali e barba, in giacca di pelle color cuoio, beve un espresso al tavolino all'aperto di un bar di Roma, con persone che chiacchierano sullo sfondo

Il caffè e l'identità

Il caffè porta con sé molto più di quanto sembri. Per tanti è memoria familiare: il borbottio della moka al mattino, il modo in cui lo preparava una nonna. È orgoglio locale, dal caffè napoletano al bicerin torinese al lessico triestino. Offrirlo a un ospite è un gesto elementare di accoglienza.

Ed è anche industria: torrefazioni e costruttori di macchine italiani vendono in tutto il mondo, e l'idea di "espresso italiano" fa parte dell'immagine del Paese all'estero. Intanto, in casa, le abitudini cambiano: capsule, deca, latti vegetali e caffetterie specialty convivono con la tazzina al banco. Non esiste un solo modo italiano di bere il caffè; esiste però l'aspettativa condivisa che sia buono, veloce e parte della giornata.

Piccolo glossario del caffè

ParolaSignificato
CaffèAl bar, l'espresso; a casa, spesso quello della moka
EspressoCaffè corto preparato a pressione
DoppioDoppia dose
Ristretto / cortoPiù concentrato
LungoCon più acqua
MacchiatoCon un po' di latte
CappuccinoEspresso con latte montato e schiuma
CaffellatteLatte con caffè
Latte macchiatoLatte con un goccio di caffè
MarocchinoEspresso con cacao e schiuma di latte
ShakeratoEspresso agitato con ghiaccio
CorrettoCon un goccio di liquore
DecaDecaffeinato
OrzoBevanda di orzo tostato
MokaCaffettiera da fornello
Napoletana / cuccumellaCaffettiera napoletana da capovolgere
BancoIl bancone del bar
ScontrinoRicevuta della cassa
Nero, capo, capo in bEspresso, macchiato e macchiato in bicchiere, a Trieste
BicerinCaffè, cioccolato e crema di latte a strati, a Torino

Per organizzare il resto del viaggio, c'è la guida completa per viaggiare in Italia.

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