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Cibo e Bevande

I vini regionali italiani: territori, uve e tradizioni

Perché in Italia non c'è una sola cultura del vino: regioni, vitigni autoctoni e denominazioni, come funzionano le classificazioni, come degustare e ordinare.

A cura della redazione di Life in Italia

Redazione

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18 min di lettura
Il castello e il paese di Serralunga d'Alba su un crinale sopra i filari delle Langhe, con le Alpi sullo sfondo

Perché il vino italiano è così regionale

In breve

In Italia non c'è una cultura del vino: ce ne sono tante, regionali. Tutte le 20 regioni producono vino, dalle valli alpine alle isole vulcaniche, e quasi ovunque contano soprattutto i vitigni locali, spesso poco coltivati altrove. Geografia, clima, secoli di Stati diversi e tradizioni gastronomiche fanno sì che un Nebbiolo delle Langhe, un Sangiovese toscano e un Nerello Mascalese dell'Etna abbiano in comune poco più del Paese scritto in etichetta.

Qualche fattore spiega gran parte di questa varietà:

  • Montagne e colline — Alpi e Appennini danno altitudine, pendenze e notti fresche; la viticoltura di qualità è soprattutto collinare.
  • Mare e isole — coste lunghissime, Sicilia, Sardegna e isole minori portano condizioni molto diverse da quelle delle valli interne.
  • Suoli — dalle marne delle Langhe ai terreni vulcanici di Etna, Vesuvio e Vulture.
  • Vitigni locali — il Registro nazionale conta centinaia di varietà da vino, e molte regioni hanno conservato le proprie.
  • Storia — fino al 1861 la penisola era divisa in molti Stati; commerci, dominazioni e mercati locali hanno deciso che cosa piantare.
  • Cucina — il vino è cresciuto accanto alla cucina regionale, e gli abbinamenti locali lo riflettono ancora.

Il terroir — o, come si dice sempre più spesso, il territorio — è l'insieme dei fattori del luogo (suolo, esposizione, altitudine, clima) e delle scelte umane (vitigni, tecniche, tradizioni) che fanno sì che un vino sappia di dove nasce. Spiega molto, ma non è una formula magica: nessun suolo garantisce da solo un buon vino.

Qui parliamo di vino. Per la cucina, vedi Tradizioni della cucina italiana; per la Sicilia, Tradizioni della cucina siciliana.

Il vino italiano in breve

Regioni
Tutte le 20 regioni producono vino
Classificazioni
DOCG e DOC (per l'UE: DOP), IGT (IGP) e "vino"
Denominazioni
Oltre 500 nomi tutelati nel registro europeo
Rossi principali
Sangiovese, Nebbiolo, Barbera, Montepulciano, Aglianico, Nero d'Avola, Primitivo
Bianchi principali
Glera, Garganega, Verdicchio, Fiano, Vermentino, Trebbiano, Friulano
Spumanti
Metodo Martinotti (Prosecco, Asti) e metodo classico (Franciacorta, Trento, Alta Langa)

Come si classificano i vini italiani

La disciplina di riferimento è oggi la Legge 238/2016, il Testo Unico del Vino, che si inserisce nel sistema europeo delle denominazioni protette. In etichetta si incontrano quattro livelli:

Fonte: Legge 238/2016, articoli 28 e 33; registro UE eAmbrosia.
MenzioneEquivalente UEChe cosa indica
DOCG — Denominazione di Origine Controllata e GarantitaDOPOrigine protetta con le regole più severe; il vino deve essere stato DOC (per almeno sette anni, secondo la legge del 2016); le bottiglie hanno il contrassegno di Stato numerato
DOC — Denominazione di Origine ControllataDOPOrigine protetta con zona, vitigni, rese e tecniche fissati dal disciplinare di produzione
IGT — Indicazione Geografica TipicaIGPIndicazione geografica più ampia e regole meno strette, spesso un'intera regione (Toscana, Terre Siciliane)
Vino—Vino senza indicazione geografica; in alcuni casi può riportare vitigno e annata

Sono categorie che parlano di origine e regole, non di punteggi. Le DOCG hanno disciplinari più severi e controlli anche organolettici, ma un DOC o un IGT può valere quanto un DOCG: alcuni celebri vini toscani sono nati proprio fuori dalle regole delle DOC. Nel registro europeo i nomi italiani del vino superano i 500; nell'elenco del Ministero le DOCG sono più di 70, le DOC oltre 300 e le IGT più di 100.

Il castello e il paese di Serralunga d'Alba su un crinale sopra i filari delle Langhe, con le Alpi sullo sfondo

Regione per regione

Qualche esempio per regione: nessuno la rappresenta tutta. Nomi verificati nel registro UE eAmbrosia.
RegioneDenominazioni rappresentativeVitigni importantiStili tipici
Valle d'AostaValle d'AostaPetit Rouge, Fumin, Prié BlancRossi e bianchi di montagna
PiemonteBarolo, Barbaresco, Barbera d'Asti, Asti, RoeroNebbiolo, Barbera, Dolcetto, Moscato, ArneisRossi strutturati, spumanti dolci
LombardiaFranciacorta, Valtellina Superiore, Oltrepò PaveseChardonnay, Pinot nero, Nebbiolo (Chiavennasca)Metodo classico, rossi di montagna
Trentino-Alto AdigeTrento, Trentino, Alto Adige, Teroldego RotalianoLagrein, Schiava, Teroldego, Gewürztraminer, Pinot grigioBianchi e rossi alpini, spumanti
VenetoProsecco, Conegliano Valdobbiadene, Valpolicella, Amarone, SoaveGlera, Corvina, GarganegaSpumanti, rossi da uve appassite, bianchi
Friuli Venezia GiuliaCollio, Friuli Colli Orientali, CarsoFriulano, Ribolla gialla, Pinot grigio, RefoscoBianchi, Picolit e Ramandolo dolci
LiguriaCinque Terre, Riviera Ligure di Ponente, Colli di LuniVermentino, Pigato, BoscoBianchi di costa, Sciacchetrà
Emilia-RomagnaLambrusco di Sorbara, Romagna, Romagna AlbanaLambrusco, Sangiovese, Albana, PignolettoRossi frizzanti, rossi e bianchi fermi
ToscanaChianti Classico, Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, BolgheriSangiovese, Vernaccia, internazionali sulla costaRossi, Vin Santo
UmbriaMontefalco Sagrantino, Orvieto, TorgianoSagrantino, Sangiovese, GrechettoRossi potenti, bianchi
MarcheVerdicchio dei Castelli di Jesi, Rosso Cònero, OffidaVerdicchio, Montepulciano, PecorinoBianchi, rossi
LazioFrascati, Cesanese del Piglio, Est! Est!! Est!!! di MontefiasconeMalvasia, Trebbiano, CesaneseBianchi, rossi
AbruzzoMontepulciano d'Abruzzo, Cerasuolo d'Abruzzo, Trebbiano d'AbruzzoMontepulciano, Trebbiano, PecorinoRossi, rosati, bianchi
MoliseMolise, Tintilia del MoliseTintilia, MontepulcianoRossi
CampaniaTaurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina del Sannio, VesuvioAglianico, Fiano, Greco, FalanghinaRossi e bianchi, anche vulcanici
PugliaPrimitivo di Manduria, Salice Salentino, Castel del MontePrimitivo, Negroamaro, Nero di TroiaRossi, rosati
BasilicataAglianico del VultureAglianicoRossi vulcanici
CalabriaCirò, Greco di BiancoGaglioppo, GrecoRossi, bianchi dolci
SiciliaSicilia, Etna, Cerasuolo di Vittoria, Marsala, PantelleriaNero d'Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Carricante, ZibibboRossi, bianchi, liquorosi, dolci
SardegnaCannonau di Sardegna, Vermentino di Gallura, Carignano del SulcisCannonau, Vermentino, CarignanoRossi, bianchi, Vernaccia ossidativa

Piemonte

I vini piemontesi più noti nascono sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato, i cui paesaggi vitivinicoli sono Patrimonio mondiale UNESCO dal 2014.

  • Nebbiolo — il vitigno di Barolo e Barbaresco (entrambi DOCG), prodotti solo con quest'uva e con affinamenti più lunghi della media. Nebbiolo è anche la base del Roero (DOCG), del Nebbiolo d'Alba e, nel nord della regione, di Gattinara e Ghemme.
  • Barbera — il rosso più diffuso del Piemonte, di bella acidità; Barbera d'Asti e Nizza sono DOCG.
  • Dolcetto — rossi più morbidi e pronti ad Alba, Dogliani e Ovada.
  • Moscato — l'uva della DOCG Asti, che comprende lo spumante Asti e il Moscato d'Asti, dolce e leggermente frizzante.
  • Bianchi — Arneis nel Roero, Cortese per il Gavi, Erbaluce di Caluso.

La cucina piemontese — tajarin, agnolotti, brasati, il tartufo d'autunno — è cresciuta insieme a questi vini. Per il capoluogo, vedi Torino per la prima volta.

Un vendemmiatore in maglietta rossa solleva una cassetta di Nebbiolo su una pila di cassette arancioni

Toscana

La Toscana è terra di Sangiovese, ma lo stesso vitigno dà vini molto diversi a seconda di dove cresce e di come viene lavorato.

  • Chianti Classico (DOCG) — dalla zona storica tra Firenze e Siena, delimitata con un decreto del 1932; è una denominazione distinta dal Chianti.
  • Chianti (DOCG) — un'area più ampia intorno al Classico, con sottozone come Rufina e Colli Senesi. Per legge i vigneti della zona Classico non possono essere destinati al Chianti DOCG.
  • Brunello di Montalcino (DOCG) — Sangiovese di Montalcino, con un lungo affinamento prima dell'uscita; il Rosso di Montalcino è il fratello più giovane, DOC.
  • Vino Nobile di Montepulciano (DOCG) — rosso a base di Sangiovese della città di Montepulciano, nel sud della Toscana.
  • Vernaccia di San Gimignano (DOCG) — il bianco della città delle torri.
  • Bolgheri e la costa — tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta alcuni produttori scelsero di lavorare fuori dalle regole delle DOC, spesso con Cabernet Sauvignon e Merlot: nacquero i cosiddetti "Supertuscan". Molti sono poi rientrati nelle denominazioni: Bolgheri è DOC, e il Bolgheri Sassicaia ha una DOC tutta sua.

La Toscana produce anche Vin Santo, passito con diverse DOC. Per la città, vedi Firenze per la prima volta.

Filari dai colori autunnali al tramonto su una collina vicino a Greve in Chianti, con boschi sullo sfondo

Veneto

  • Prosecco — spumante ottenuto soprattutto dall'uva Glera. La DOC Prosecco copre un'ampia area tra Veneto e Friuli Venezia Giulia; le colline di Conegliano Valdobbiadene e di Asolo sono DOCG. Il metodo più diffuso è quello Martinotti (in autoclave), con diversi livelli di dolcezza e di effervescenza. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio UNESCO dal 2019.
  • Valpolicella — le colline a nord di Verona, dove Corvina e uve affini danno rossi leggeri (Valpolicella), il più corposo Ripasso e i vini da uve appassite.
  • Amarone della Valpolicella (DOCG) — da uve lasciate appassire per mesi prima della fermentazione, fino a un rosso secco e concentrato; il Recioto della Valpolicella (DOCG) ne è la versione dolce.
  • Soave — bianco da uve Garganega, a est di Verona; il Recioto di Soave è la versione dolce.
  • Bardolino — rossi leggeri e Chiaretto sul Lago di Garda.

Per Valpolicella e Soave, vedi Verona per la prima volta; per i bacari, Venezia per la prima volta.

Colline ripide coperte di filari intorno a Valdobbiadene viste dall'alto nella luce del mattino

Friuli Venezia Giulia

L'angolo nord-orientale d'Italia è noto soprattutto per i bianchi. Friulano (il vitigno un tempo chiamato Tocai friulano), Ribolla gialla, Pinot grigio e Sauvignon sono diffusi nelle DOC Collio e Friuli Colli Orientali, al confine con la Slovenia; Refosco e Schioppettino sono rossi locali; Picolit e Ramandolo sono bianchi dolci con DOCG. Sul Carso, vicino a Trieste, si coltivano Terrano e Vitovska. Qui le tradizioni vitivinicole attraversano il confine, e alcuni produttori sono noti per i bianchi macerati, i cosiddetti "orange wine".

Trentino-Alto Adige

Due province autonome, due identità diverse. L'Alto Adige / Südtirol (Bolzano), bilingue, ha una propria DOC — in etichetta anche Südtirol — e vigneti di montagna con Gewürztraminer, Pinot grigio, Pinot bianco, Sauvignon e i rossi locali Lagrein e Schiava (Vernatsch). Il Trentino ha la DOC Trentino, la DOC Teroldego Rotaliano per il Teroldego e la DOC Trento, metodo classico promosso collettivamente con il marchio Trentodoc.

Castel d'Appiano su uno sperone boscoso sopra un'ampia valle di vigneti e frutteti in Alto Adige, con montagne calcaree sullo sfondo

Lombardia

  • Franciacorta (DOCG) — metodo classico delle colline a sud del Lago d'Iseo, soprattutto da Chardonnay e Pinot nero.
  • Valtellina — vigneti a terrazze nella valle alpina dell'Adda, dove il Nebbiolo si chiama Chiavennasca; Valtellina Superiore e Sforzato (Sfursat) di Valtellina, da uve appassite, sono DOCG.
  • Oltrepò Pavese — le colline a sud di Pavia, con Pinot nero, Croatina (per la Bonarda) e una DOCG metodo classico.
  • Lugana — bianchi della sponda meridionale del Garda, condivisi con il Veneto.

Per le enoteche milanesi, vedi Milano oltre il Duomo.

Liguria

In Liguria le vigne si arrampicano su terrazze tra monti e mare, e la produzione resta piccola. Vermentino e Pigato sono i bianchi principali della Riviera Ligure di Ponente; i Colli di Luni, al confine con la Toscana, puntano sul Vermentino. La DOC Cinque Terre comprende bianchi secchi e lo Sciacchetrà, vino dolce da uve appassite coltivate sui terrazzamenti a picco sul mare.

Emilia-Romagna

Il Lambrusco è una famiglia di vitigni e di DOC più che un vino solo — Lambrusco di Sorbara, Grasparossa di Castelvetro, Salamino di Santa Croce tra gli altri — con stili che vanno dal secco al dolce, dal rosato al rosso cupo, quasi sempre frizzanti. È il compagno naturale di salumi e primi ricchi. In Romagna ci sono il Sangiovese (DOC Romagna) e l'Albana (Romagna Albana DOCG), e vicino a Bologna il Colli Bolognesi Pignoletto (DOCG). Vedi Bologna in due giorni.

Un tavolo a lume di candela preparato per una degustazione, con file di calici, una bottiglia e piatti di salumi e bruschette

Il Centro: Marche, Umbria, Lazio

Marche

Sul versante adriatico il bianco simbolo è il Verdicchio: dei Castelli di Jesi e di Matelica, con la DOCG per le versioni Riserva. Sulla costa di Ancona il Montepulciano dà il Rosso Cònero (DOC) e il Cònero (DOCG); il Rosso Piceno unisce Montepulciano e Sangiovese; la DOCG Offida comprende anche bianchi da uva Pecorino.

Umbria

Il Sagrantino dà rossi densi e tannici nella DOCG Montefalco Sagrantino; il Sangiovese conta a Torgiano e Montefalco; l'Orvieto, a base di Grechetto e Trebbiano (il Procanico), è il bianco più noto. Vini adatti a una cucina di maiale, legumi, tartufo e carni alla brace.

Lazio

I Castelli Romani producono il Frascati, bianco da Malvasia e Trebbiano, con il Frascati Superiore e il dolce Cannellino di Frascati come DOCG. Il Cesanese è il rosso locale, con la DOCG Cesanese del Piglio. A nord di Roma, l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone deve il nome a una leggenda sul servitore di un vescovo che segnava le locande migliori: una storia, non un fatto documentato. Vedi Roma in tre giorni.

Abruzzo e Molise

Il Montepulciano d'Abruzzo è un rosso prodotto con l'uva Montepulciano. Non ha nulla a che fare con il Vino Nobile di Montepulciano, a base di Sangiovese, che prende il nome dalla città toscana: una confusione frequente anche tra gli italiani. L'Abruzzo produce anche il Cerasuolo d'Abruzzo, rosato intenso da uve Montepulciano, e il Trebbiano d'Abruzzo; l'area delle Colline Teramane è DOCG. Il vicino Molise ha un vitigno tutto suo, la Tintilia, con una DOC dedicata.

Campania

La Campania ha alcuni dei vini più riconoscibili del Sud. L'Aglianico dà il Taurasi e l'Aglianico del Taburno (entrambi DOCG) nell'entroterra dell'Irpinia e del Sannio; Fiano di Avellino e Greco di Tufo sono bianchi DOCG; la Falanghina è molto diffusa, soprattutto nel Sannio. Contano anche i suoli vulcanici: la DOC Vesuvio sulle pendici del vulcano e i Campi Flegrei a ovest di Napoli. In Costiera Amalfitana piccole vigne a terrazze ospitano vitigni locali. Vedi Napoli per la prima volta.

Vigneti e orti a terrazze sotto il paese di Ravello, in Costiera Amalfitana

Puglia, Basilicata e Calabria

Puglia

Il Sud pianeggiante e caldo e il Nord più alto e fresco danno vini diversi. Il Primitivo — che le analisi del DNA hanno dimostrato identico allo Zinfandel californiano — è al centro del Primitivo di Manduria (DOC) e del Gioia del Colle; il Negroamaro domina il Salento, Salice Salentino compreso; il Nero di Troia cresce a nord, intorno a Castel del Monte, che ha tre DOCG. Il rosato ha una lunga tradizione, e la Verdeca è un bianco locale. Si va dalle grandi cantine sociali alle piccole aziende.

Grappoli d'uva bianca in una cassetta gialla sulla terra rossa durante la vendemmia in Puglia

Basilicata

Il vino chiave è l'Aglianico del Vulture, coltivato sulle pendici del Monte Vulture, vulcano spento; la versione Superiore è DOCG.

Calabria

Il rosso più noto è il Cirò, soprattutto da Gaglioppo, sulla costa ionica; il Greco di Bianco è un bianco dolce dell'estremo sud.

Sicilia

La Sicilia è una delle grandi regioni vinicole italiane, con paesaggi che vanno dalle pianure costiere alle pendici vulcaniche. I nomi chiave: la DOC Sicilia e l'IGT Terre Siciliane, che coprono tutta l'isola; il Nero d'Avola, il rosso più diffuso; Grillo e Catarratto tra i bianchi; il Cerasuolo di Vittoria, da Nero d'Avola e Frappato, unica DOCG siciliana; e l'Etna, con rossi da Nerello Mascalese e bianchi da Carricante sulle pendici del vulcano. Il Marsala è un vino liquoroso della provincia di Trapani; a Pantelleria lo Zibibbo (Moscato d'Alessandria) dà i passiti, e la coltivazione tradizionale della vite ad alberello dell'isola è Patrimonio immateriale UNESCO dal 2014. Per la cucina, Tradizioni della cucina siciliana e Palermo per la prima volta.

Una bottiglia verde di vino bianco dell'Etna con etichetta color crema su un tavolo scuro accanto a foglie verdi

Sardegna

La Sardegna ha un patrimonio di vitigni tutto suo. Il Cannonau (DOC Cannonau di Sardegna) è geneticamente la stessa varietà del Grenache; dove sia nato è ancora discusso. Il Vermentino dà bianchi freschi in tutta l'isola, e il Vermentino di Gallura, nel nord-est, è l'unica DOCG sarda. Il Carignano del Sulcis viene dal sud-ovest, e la Vernaccia di Oristano è un vino particolare, affinato in legno, dove sviluppa note ossidative. I legami tra Cannonau e longevità dei sardi sono popolari, ma non dimostrati.

Valle d'Aosta

La regione più piccola d'Italia ha una sola DOC, Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste, con sottozone e vitigni locali come Petit Rouge, Fumin e Prié Blanc. Qui si trovano alcuni dei vigneti più alti d'Italia, sui ripidi versanti della valle.

Gli spumanti

Lo spumante italiano non è una cosa sola: cambiano metodo, vitigni e tradizioni.

Metodi e stili variano secondo produttore e disciplinare; nessuna classifica.
VinoDoveUve principaliMetodo
ProseccoVeneto e Friuli Venezia GiuliaGleraSoprattutto Martinotti (autoclave)
FranciacortaLombardiaChardonnay, Pinot neroMetodo classico
Trento DOC (Trentodoc)TrentinoChardonnay, Pinot neroMetodo classico
Alta LangaPiemontePinot nero, ChardonnayMetodo classico
Oltrepò Pavese Metodo ClassicoLombardiaPinot neroMetodo classico
Asti / Moscato d'AstiPiemonteMoscato biancoAutoclave; dolce e aromatico
LambruscoEmilia-Romagna, LombardiaLambruschiSoprattutto autoclave; anche rifermentato in bottiglia

Vini dolci, passiti e liquorosi

  • Dolce — vino con zuccheri residui, qualunque sia il metodo.
  • Passito — da uve appassite dopo la raccolta (o sulla pianta): Vin Santo in Toscana, Recioto in Veneto, Passito di Pantelleria in Sicilia, Sciacchetrà alle Cinque Terre.
  • Spumante dolce — Moscato d'Asti e Asti in Piemonte.
  • Liquoroso — vino con aggiunta di alcol, soprattutto il Marsala.
  • Bianchi dolci — Picolit e Ramandolo in Friuli, Greco di Bianco in Calabria, Cannellino di Frascati nel Lazio.

Molti accompagnano tradizionalmente dolci e biscotti: Vin Santo e cantucci sono un classico toscano. Vedi Dolci tradizionali italiani.

I vitigni autoctoni

Un vitigno autoctono è una varietà coltivata storicamente in una zona, a differenza degli internazionali come Chardonnay o Merlot. "Autoctono" non significa antico né immutato: le origini di molte uve sono incerte o discusse, e le analisi del DNA hanno smentito diverse storie tradizionali.

VitignoColoreZone principali
NebbioloRossoPiemonte, Valtellina
SangioveseRossoToscana, Romagna, Umbria, Marche
BarberaRossoPiemonte
MontepulcianoRossoAbruzzo, Marche
AglianicoRossoCampania, Basilicata
Nerello MascaleseRossoEtna
Nero d'AvolaRossoSicilia
NegroamaroRossoPuglia
CannonauRossoSardegna
FianoBiancoCampania
GrecoBiancoCampania, Calabria
VerdicchioBiancoMarche
VermentinoBiancoSardegna, Liguria, costa toscana
Ribolla giallaBiancoFriuli Venezia Giulia
GarganegaBiancoVeneto (Soave)

Vino e cucina

In Italia l'abbinamento raramente è una scienza: il vino fa parte del pasto, e quello del posto di solito va con la cucina del posto. Qualche principio generale:

Pesce

Bianchi freschi e non affinati in legno delle zone costiere — Vermentino, Verdicchio, Falanghina, Etna bianco — ma anche rosati e rossi leggeri.

Primi

Conta il condimento: pomodoro e acidità chiamano rossi freschi come Barbera o Chianti; burro e formaggi bianchi più ricchi o un Lambrusco; i primi di mare un bianco.

Formaggi e salumi

Gli abbinamenti regionali sono la guida più semplice: Lambrusco con i salumi emiliani e il Parmigiano Reggiano, Sagrantino con il pecorino stagionato, vini dolci con gli erborinati.

Carni rosse

I rossi più strutturati — Barolo, Brunello, Taurasi, Aglianico del Vulture, Amarone — accompagnano tradizionalmente brasati e arrosti.

Dolci

Vino dolce con un dolce: Vin Santo, Moscato d'Asti, Passito di Pantelleria, Recioto. Di più in Tradizioni della cucina italiana.

L'enoturismo

L'enoturismo in Italia è una realtà consolidata, e dal 2019 un decreto ministeriale fissa i requisiti minimi delle attività enoturistiche. I modi per conoscere il vino sul posto:

  • Cantine — molte offrono degustazioni e visite, di solito su prenotazione.
  • Enoteche — negozi e wine bar, spesso con mescita al calice.
  • Strade del vino — itinerari segnalati che collegano cantine, ristoranti e borghi.
  • Agriturismi — molti producono il proprio vino.
  • Vendemmia — indicativamente tra agosto e ottobre, secondo zona e vitigno; alcune cantine accolgono visitatori, altre sono troppo impegnate.
  • Tour organizzati — il modo più semplice per degustare senza guidare.
Sedie impagliate e un tavolino davanti a scaffali di bottiglie in un'enoteca di Radicofani, in Toscana

Come funziona una degustazione

Non serve essere sommelier. Di solito chi guida la degustazione accompagna in pochi passaggi:

  • Vista — colore e intensità: chiaro o profondo, giovane o evoluto.
  • Olfatto — si fa roteare il vino e si annusa: frutta, fiori, erbe, spezie, legno.
  • Gusto — dolcezza e acidità, la freschezza che fa salivare.
  • Tannino — la sensazione asciugante dei rossi, da bucce e legno.
  • Corpo — quanto il vino è leggero o pieno.
  • Persistenza — quanto dura il sapore dopo aver deglutito.

Sputare durante una degustazione è normale, soprattutto se i vini sono molti.

Leggere un'etichetta

  • Produttore o imbottigliatore — nome e sede di chi ha prodotto o imbottigliato il vino.
  • Denominazione — il nome tutelato (per esempio Chianti Classico) e la categoria (DOCG, DOC, IGT, o DOP/IGP).
  • Annata — l'anno della vendemmia, se indicato.
  • Vitigno — a volte indicato, a volte implicito nella denominazione.
  • Titolo alcolometrico — in % vol.
  • Volume — per esempio 750 ml.
  • Provenienza — il Paese e le eventuali indicazioni geografiche.
  • Lotto — per la tracciabilità; i DOCG hanno anche il contrassegno di Stato numerato sul collo.
  • Ingredienti e valori nutrizionali — obbligatori per i vini prodotti dall'8 dicembre 2023; possono essere indicati tramite QR code, con il valore energetico in etichetta.
  • Altre menzioni — riserva, superiore, classico o vigna, tutte regolamentate (vedi sotto).

Ordinare il vino

Le frasi più utili, anche per accompagnare ospiti stranieri:

FraseQuando usarla
"Un calice di…"Per un bicchiere
"Una bottiglia di…"Per la bottiglia intera
"Quali vini avete al calice?"Per sapere cosa c'è alla mescita
"È fermo o frizzante?"Per capire se ha le bollicine
"È secco o dolce?"Per lo stile
"Da quale regione viene?"Per la provenienza
Vino della casaSpesso locale, servito in caraffa
Carta dei viniLa lista dei vini
Enoteca / mescitaNegozio di vini / locale che serve al bicchiere

Bere responsabilmente

L'alcol comporta rischi per la salute; l'Organizzazione mondiale della sanità ricorda che non esiste un livello di consumo sicuro. Non serve bere per vivere la cultura gastronomica italiana: molti italiani bevono poco o per niente, e acqua, bibite e aperitivi analcolici ci sono sempre. Mai guidare dopo aver bevuto; nelle zone del vino meglio taxi, mezzi pubblici o tour organizzati.

Luoghi comuni da sfatare

  • "DOCG vuol dire migliore." Vuol dire regole e controlli più severi, non una bottiglia migliore per forza.
  • "Montepulciano d'Abruzzo e Vino Nobile di Montepulciano sono la stessa cosa." Uno è un vitigno abruzzese, l'altro una città toscana.
  • "Il Prosecco è tutto uguale." Cambiano zona (DOC o DOCG), dolcezza e metodo.
  • "Chianti e Chianti Classico sono la stessa cosa." Sono due DOCG distinte, con zone diverse.
  • "Il vino italiano è soprattutto rosso." L'Italia produce moltissimi bianchi, rosati, spumanti e vini dolci.
  • "Esiste uno stile italiano." Esistono tanti stili regionali.
  • "Autoctono vuol dire antico." Molte uve locali hanno storie incerte o discusse.

Le parole del vino

TermineSignificato
DOCG / DOCMenzioni italiane per le denominazioni di origine protetta (UE: DOP)
IGTMenzione italiana per l'indicazione geografica protetta (UE: IGP)
DenominazioneNome tutelato di un vino
DisciplinareLe regole di produzione di una denominazione
VitignoVarietà d'uva
VendemmiaRaccolta dell'uva
CantinaAzienda vinicola o locale di affinamento
AnnataAnno della vendemmia
ClassicoVino della zona d'origine più antica di una denominazione
RiservaAffinamento più lungo: per la Legge 238/2016 almeno due anni per i rossi e uno per i bianchi, salvo disciplinari preesistenti
SuperioreRegole più severe: rese più basse e almeno 0,5% di alcol in più
Gran SelezioneMenzione riservata a vini DOCG con requisiti ulteriori
PassitoVino da uve appassite
Spumante / frizzanteCon effervescenza piena / leggera
Secco / amabile / dolceSenza, con poco o con molto zucchero residuo
Tannino / aciditàSensazione astringente / freschezza
CaliceBicchiere da vino

Per organizzare il viaggio, c'è la guida completa per viaggiare in Italia.

Domande frequenti

Nota redazionale

Orari, tariffe, regole e requisiti d'ingresso possono cambiare: prima di prenotare o di partire, verifica sempre la fonte ufficiale. Puoi leggere la nostra politica editoriale o segnalarci una correzione (pagine in inglese).

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